La banda dei finti sequestri“Con la Farnesina facciamo i soldi”. In evidenza, sui quotidiani, l’incredibile vicenda che ha per protagonista l’imprenditore bresciano Alessandro Sandrini, indagato per simulazione di reato e truffa per un finto sequestro ad opera di alcuni terroristi islamici. Una vicenda che viene messa in relazione con quella di un altro suo concittadino, Sergio Zanotti (che non risulta indagato).
“I due sequestri più strampalati della storia recente – scrive tra gli altri Repubblica – sono nati da una truffa messa in piedi da quattro amici al bar che volevano fare i soldi”.
„Gratteri ha letto il libro”. Intervista ai microfoni della Zanzara per Pasquale Bacco, co-autore del volume complottista “Strage di Stato” che ha la prefazione del magistrato Nicola Gratteri. “Gratteri ha letto il libro?”, gli viene chiesto. “Certamente”, risponde Bacco. Un sunto del colloquio è riportato sul Foglio, che mette in evidenza alcune delle uscite più inquietanti (anche a tinte antisemite).
Le scuse della Consigliera. In un messaggio inviato assieme alla sindaca Chiara Appendino e al senatore Alberto Airola, la Consigliera comunale torinese Monica Amore ha chiesto scusa per aver condiviso sul proprio profilo Facebook alcuni deliranti contenuti antisemiti. Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica e destinatario del messaggio, parla alla Stampa di “gesto importante”. Anche se, aggiunge, era necessaria una piena assunzione di responsabilità: “Non era e non è accettabile parlare di svista nell’uso dei social”.
Gli oggetti dei deportati. Questo pomeriggio, nel corso di un collegamento con Auschwitz, saranno mostrati i depositi degli oggetti appartenuti ai deportati nel lager nazista. Un’iniziativa dell’Aned, presentata con risalto dal Corriere. “Di solito nel Museo, attualmente chiuso al pubblico per l’emergenza Covid, si visitano solo le raccolte di oggetti esposte. Ma stavolta verranno mostrati i depositi con il materiale custodito. Chi seguirà la diretta scoprirà una sorta di ‘altra faccia’ del campo di sterminio”, dice il suo presidente Dario Venegoni.
L’intervento del rabbino Skorka. “Libertà non significa soltanto abbandonare la condizione di schiavitù. Ciò è necessario, ma non basta per un’esistenza pienamente degna. Deve esserci anche l’impegno verso valori trascendenti, che impediscono a chi è stato schiavo di rimanere schiavo delle proprie passioni e dell’egoismo”. È quanto scrive Abraham Skorka, il rabbino argentino amico del papa, in un intervento sull’Osservatore Romano che mette in relazione Pesach e la Pasqua cristiana.
Adam Smulevich
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