| Israele-Iran, guerra a distanzaIl Mossad, il servizio segreto israeliano, ha recentemente sventato gli attacchi tentati o pianificati dall’Iran contro le missioni diplomatiche israeliane in Europa e altrove. A riportarlo, un servizio dell’emittente israeliana Canale 12 mentre le tensioni tra Gerusalemme e il regime di Teheran continuano a crescere. Parte di questo scambio di attacchi sarebbe anche l’incendio della scorsa settimana nel sito nucleare di Natanz che ha causato danni significativi ai progetti iraniani. Secondo fonti del New York Times, l’incendio sarebbe il risultato di una potente bomba piazzata dai servizi israeliani (Giornale). Un membro dei pasdaran, dietro l’anonimato, ha confermato che si è trattato di una bomba. Ma Israele nega ogni coinvolgimento. La Stampa invece parla di guerra virtuale tra i due paesi, ricostruendo gli ultimi mesi tra attacchi al sistema di pompaggio dell’acqua in Israele fino all’incendio di Natanz. Intanto, riporta il Sole 24 Ore, in Iran l’ala più oltranzista e contraria a ogni dialogo con gli Stati Uniti si prepara a riprendere il potere, puntando alle elezioni presidenziali del prossimo anno e potendo contare sulla rabbia dovuta alla crisi economica e sanitaria.
L’antisemitismo che corre su Twitter. Secondo la ricerca sull’odio antireligioso su Twitter curata dall’Osservatorio Mediavox e presentata ieri, l’antisemitismo in rete è sempre più legato al complottismo. “Si tratta di una indagine qualitativa, – spiega oggi Avvenire – che ha preso in esame 900 tweet utilizzati da un pubblico mediamente colto. I cinguettii italiani di odio erano il 16,3%. Tre quarti erano riferiti al potere ebraico sulla finanza con l’accusa agli ebrei come singoli o collettività di avere il controllo della finanza mondiale, dei media, delle banche, dell’economia, del governo odi altre istituzioni e quindi di avere un ruolo anche nello sfruttamento del Covid-19”. Anche l’Osservatorio Antisemitismo del Cdec ha presentato i suoi dati, spiegando di aver rilevato 61 casi di antisemitismo nel 2019 contro i 42 del 2018 e i 39 del 2017. “In Italia – spiega Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo – l’odio online legato al Covid riemerge non tanto per alludere a una cospirazione ebraica che volutamente diffonde il virus, quanto per denigrare il mondo ebraico attribuendogli il suo sfruttamento economico o politico”. Il convegno, in cui è stata presentata l’indagine, era patrocinato dall’Unar (La Verità contesta la partecipazione all’iniziativa della consigliera comunale Sumaya Abdel Qader).
La scelta del velo. Si torna a parlare sui quotidiani italiani di Silvia Aisha Romano che ha rilasciato un’intervista in merito alla sua conversione all’islam durante la prigionia e alla scelta di coprirsi con il velo alla rivista La Luce, diretta da Davide Piccardo, esponente di spicco dell’Ucoii. “Una scelta che va contestualizzata. – spiega il Corriere – L’Ucoii è uno dei grandi gruppi organizzati dell’Islam italiano, che ‘al di là delle affiliazioni ufficiali, da sempre guarda all’orientamento dei Fratelli Musulmani’, spiega l’islamologo Paolo Branca. Solo qualche settimana fa la Grande Moschea di Roma, sede dell’Islam istituzionale, ha additato L’Ucoii come ‘espressione italiana dei Fratelli Musulmani’ che rappresentano ‘l’Islam radicale, tradizionalista e conservatore’”. Nell’intervista Romano afferma di vedere oggi il velo come “simbolo di libertà”. “Sia chiaro, Aisha è libera di mettersi il velo così come le donne musulmane che decidono di indossarlo, ma quello che non può passare in sordina – la replica a distanza di Karima Moual su La Stampa – è il messaggio, tutt’altro che democratico, che le sue parole rivelano. Parla di libertà, onore e dignità nel suo velo, ma mette le altre donne nella gabbia di parole come ‘mercificazione del corpo’, ‘oggetto sessuale’ e ‘femminilità delle forme’”.
Egemonia turca. Dalla Siria alla Libia, la Turchia di Erdogan sta cercando di influenzare la politica internazionale con una strategia aggressiva e radicale. E, sottolinea oggi il Sole 24 Ore, l’Unione Europea non ha ancora preso le misure per affrontare l’espansionismo turco. “Da alcuni anni la Turchia è divenuta una sorta di faro per i Paesi islamici di tutto il mondo. – l’analisi del quotidiano – Un’operazione frutto di scelte strategiche, come quella di ergersi a paladino della causa palestinese strappando questo prestigioso ruolo a un’Arabia Saudita sempre più vicina agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump, e più accondiscendente con Israele. La Turchia ora ospita diversi movimenti palestinesi. Lo stesso ha fatto, profondendo più sforzi e mezzi, con l’Organizzazione dei Fratelli musulmani, il movimento religioso islamico nato in Egitto e inviso soprattutto ad Arabia Saudita, Emirati Arabi, e al regime egiziano”.
Giustizia senza prescrizioni. I pubblici ministeri tedeschi hanno chiesto una condanna a 3 anni per Bruno D., ex guardiano delle SS accusato di complicità in 5.230 omicidi mentre era nel campo di concentramento di Stutthof, nei pressi di Danzica, tra il 1944 e il 1945 (Avvenire). II procuratore del tribunale di Amburgo, Lars Mahnke ha riferito che Bruno D., che all’epoca aveva tra i 17 e i 18 anni – e che per questo, nonostante oggi abbia 93 anni, viene processato in un tribunale per minorenni -, sapeva cosa stava succedendo nelle camere a gas e nei forni crematori. Parlando di processi, in Italia il Tribunale di Roma ha disposto ieri cinque anni di carcere per i due esponenti di estrema destra che il 7 gennaio 2019 avevano aggredito il cronista dell’Espresso Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti (Repubblica).
Lettere. Il Foglio pubblica una lettera al direttore, firmata da Barbara Pontecorvo, in cui si chiede l’applicazione integrale anche in Italia della definizione di antisemitismo dell’Ihra. Su Repubblica invece nuovo scambio nello spazio curato da Corrado Augias -, con al centro alcuni interventi dei lettori – sul tema del piano di annessione promosso dal Premier Benjamin Netanyahu. Velenosa l’associazione tra Shoah e palestinesi di uno dei lettori, stroncata dallo stesso Augias.
Nostalgici. Per Antonio Padellaro (Fatto Quotidiano) l’immagine di Gabrio Vaccarin (consigliere comunale friulano di Fdi) con indosso la divisa da SS nazista e alle spalle il ritratto di Adolf Hitler è da “seppellire con una risata”. Però, aggiunge Padellaro, “Gad Lerner fa bene a chiedere Giorgia Meloni di prendere le distanze una volta per sempre da soggetti simili perché un partito come il suo che aspira al governo del Paese non può recitare due partiti in commedia: giurare sulla Costituzione e coccolare il nazi”. Su Repubblica invece si fa un ritratto di Francesco Storace, dalla militanza nel Msi alla fresca nomina a vicedirettore del Tempo.
Daniel Reichel
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